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Oggi ho il piacere di condividere con te la mia intervista a Mattia Bonavida, giovane fotografo paesaggista e di viaggio professionista.

Mattia è nato e cresciuto a Riva del Garda ed è un content creator alla costante ricerca di qualcosa di unico e irripetibile. Ama usare i colori per impressionare lo spettatore e per trasmettere emozioni attraverso le sue fotografie.

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Mattia Bonavida | fotografo e content creator

Seguo Mattia da diversi anni nei suoi canali social e qualche mese fa ho avuto modo di partecipare a un incontro che ha tenuto a Milano in cui ha illustrato dettagliatamente “La fotografia di viaggio attraverso i social network”.
Ne sono rimasta particolarmente colpita perchè, oltre ad essere riuscito a fare delle passioni il proprio lavoro, i suoi scatti sono sempre studiati e mai banali.

Dato che ammiro molto la sua persona e il suo lavoro, ho deciso di intervistarlo, ponendogli alcune domande che ho precedentemente raccolto nel mio profilo Instagram (https://www.instagram.com/roberta_corradin/).

  • Ciao Mattia, grazie per aver accettato il mio invito a rispondere a qualche domanda utile alle persone a cui piacerebbe svolgere un lavoro simile al tuo. Presentati brevemente a chi non ti conosce.

Ciao Roberta, ti ringrazio per l’opportunità. Ho 25 anni, da 6 lavoro come fotografo professionista nel ramo della fotografia di viaggio e turistica, prevalentemente mi occupo di promuovere le destinazioni turistiche. 
Da tempo sono attivo nel campo dei social media fornendo consulenze ad aziende e brand di diverso tipo.
Per chi volesse conoscermi meglio lo potrà fare sul mio sito www.mattiabonavida.it.

  •  Quando hai iniziato questo percorso, la tua famiglia e i tuoi amici erano d’accordo sulle tue scelte di vita oppure ti spingevano a puntare a qualcosa di più “tradizionale” e “sicuro”?

Ho avuto la fortuna che la mia famiglia mi ha supportato fin dall’inizio in questo percorso. Diciamo che non ho mai ricercato una “sicurezza” nel mio percorso professionale bensì ho cercato sempre di puntare a raggiungere traguardi personali e importanti che mi ero prefissato come tappe sul lungo termine.
Avere la p.iva implica a priori di non avere quasi mai certezza di nulla, ma da un lato è proprio questo senso di sfida costante che mi ha motivato a dare il meglio di me nella professione.

  • Hai uno studio fotografico personale e pensi sia necessario averne uno? Collabori con altri fotografi?

Al momento non dispongo di uno studio personale anche perché nel mio settore ha un’importanza relativa, il 90% del lavoro avviene in location esterna e dunque non lo trovo essenziale. Diversa cosa invece nel caso di un fotografo commerciale o di still life che deve obbligatoriamente produrre gli scatti in condizioni controllate.
Talvolta mi capita di collaborare con fotografi e videomaker locali e nel futuro la mia speranza è quella riuscire a far sempre di più rete con altri collaboratori.

  • È possibile che il fotografo paesaggista diventi il lavoro principale? Se sì, come? Nel 2020 è possibile vivere di sola fotografia?

Vivere di sola fotografia paesaggistica è complicato ma non impossibile, per esempio attraverso agenzie di immagini come Getty Images si possono vendere i propri lavori, ma la gran parte del lavoro va fatta facendo capire il valore del proprio operato ai committenti nel campo turistico. Si può vivere di sola fotografia nel momento in cui oltre a essere specializzati in un campo preciso siamo in grado anche di lavorare piuttosto bene in qualche altro segmento, per esempio paesaggi e matrimoni. Oppure Moda e interior.

  • Quali sono le soddisfazioni più importanti che hai ottenuto a livello lavorativo?

Le soddisfazioni più grandi a livello lavorativo le ho ottenute svolgendo la compagna globale per la Nikon D5600 oppure la possibilità di lavorare per Leica Camera Italia, ad oggi invece sto seguendo diversi progetti con Nikon Italia che mi stanno dando grandi soddisfazioni. 
Ma più di tutto la cosa di cui sono maggiormente grato è la possibilità di poter vedere il mondo, viaggiare, conoscere ed esplorare. Penso sia un’opportunità unica nella vita.

  • Sai indicare 5/6 profili social da seguire a cui ispirarsi per migliorare la propria fotografia?

@ire.ferri

@trav_ell_er

@alberto_papagni

@martinamariottiph

@maxlazzi

  • Quali sono i passi che consiglieresti a una persona intenzionata a fare delle proprie passioni un lavoro?

Occorre porsi dei traguardi tangibili, raggiungibili nel breve termine.
Spesso facciamo l’errore di porci degli obbiettivi troppo complicati e distanti in linea temporale dal momento attuale e dunque è più facile che ci perdiamo per strada e ci scoraggiamo. In un mercato saturo come quello attuale è essenziale verticalizzarsi ma al contempo mantenere una mentalità aperta su tutti i possibili stimoli esterni al nostro campo di specializzazione.

Il consiglio finale è quello di non anteporre mai la professione alla passione poiché nel momento in cui perdiamo il senso creativo che ci contraddistingue rischiamo di cadere nella banalità.

Ringrazio Mattia per la disponibilità.
Puoi visionare le foto di Mattia su:
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