GIADA GIACOMINI – FOTOGRAFA SPORTIVA PROFESSIONISTA

Ciao, sono Roberta e ti do’ il benvenuto nella sezione del mio blog in cui “ospito” artisti che ammiro particolarmente.

In questo articolo ho il piacere di presentare Giada Giacomini, fotografa sportiva professionista di Roma.

Ho scelto di farle qualche domanda in quanto svolge con passione un lavoro che attualmente rappresenta una delle mie ambizioni lavorative.
Buona lettura!

  • Ciao Giada, grazie per aver accettato il mio invito, è un piacere “ospitarti” nel mio blog!
    Presentati brevemente a chi non ti conosce e dicci un po’ cosa fai nella vita:

Ciao a tutti, sono Giada Giacomini e sono una fotografa sportiva professionista. Attualmente non svolgo questa professione come primo mestiere, mi occupo di SEO e di content marketing durante il giorno e dedico allo sport i miei weekend.

Ho iniziato a fotografare lo sport almeno 10 anni fa prima come passione e poi come lavoro. Amo lo sport ed ho deciso di iniziare a fotografarlo proprio per questo motivo.

  • Come ti sei avvicinata a questo mondo? Qual è stato il tuo percorso formativo?

Il mio percorso formativo è stato prettamente pratico. Ho iniziato a fotografare nei campi di calcio e calcio a 5. Con il tempo il livello dei campionati che fotografavo saliva e ho iniziato a conoscere professionisti che mi hanno aiutato ad avvicinarmi al mondo dei grandi. Le prime competizioni fotografate in “tenera età” sono state le giovanili dell’AS Roma.

  • Ci sono stati momenti particolari che ti hanno fatto capire di non essere intenzionata a seguire un percorso lavorativo “tradizionale”? Prima di questo lavoro, facevi altro nella vita?

Ho iniziato a fotografare lo sport perché mi lasciava molto tempo libero per continuare l’università e allo stesso portare avanti una passione/lavoro. La mia specializzazione nel ramo SEO è avvenuta dopo la fotografia ma con il tempo ho imparato a gestire entrambi i lavori senza problemi.

  • Segui una routine per gestire al meglio le giornate lavorative? Se sì, sai darci qualche consiglio?

Niente di troppo complicato. Dedico circa 8 ore al mio lavoro di SEO, le ore restanti mi alleno e le dedico alla post produzione, riesco anche a dormire e ad avere una vita sociale in tutto questo, ed è incredibile. Se vuoi puoi, io penso questo. Non amo chi si adagia sugli allori. Sono una stacanovista.

  • Ti consideri soddisfatta a livello lavorativo? Se sì, qual è o quali sono le esperienze che più ti hanno segnato in modo positivo e delle quali sei altamente contenta?

Sono molto soddisfatta a livello lavorativo ma sono convinta che si può sempre fare di più! L’esperienza più bella è stata anni fa, durante il mio primo ingresso allo Stadio Olimpico di Roma per fotografare la nazionale italiana. Ero la più piccola, molti fotografi mi guardavano tipo: ma che ci fai qui? E invece ero lì per fare il loro stesso lavoro. E’ stata un’emozione immensa.

  • Cosa consiglieresti a una persona intenzionata a fare delle proprie passioni un lavoro?

Gli direi di seguire le proprie passioni ma di avere sempre un altro appoggio, come per me è la SEO. In Italia si contano sulle dita di una mano i fotografi che guadagnano uno stipendio degno di essere chiamato tale con la fotografia sportiva.

  • Spesso sento affermazioni come “lo fai per passione o per lavoro?” e sorrido, perché personalmente, considerata la grande quantità di tempo che nella vita spendiamo a lavorare, credo che il lavoro ci debba innanzitutto appassionare e dare una motivazione per alzarci la mattina; e anche per questo sto provando in tutti i modi a trasformare le mie grandi passioni nel mio primo lavoro.
    Cosa pensi a riguardo?

Per me la fotografia, prima d’essere lavoro è passione. Grande e immensa passione. Ma non posso negarti che a volte, con un sovraccarico di stress dovuto ad un periodo lavorativo molto intenso, ho pensato più di una volta, cavolo sono stanca morta, forse era meglio non averlo

  • Pensi che sia possibile in questo periodo storico e negli anni a venire, mantenersi facendo esclusivamente il fotografo (sportivo)?

Domandaccia, considerando quanto le agenzie sono disposte a pagare i fotografi sportivi la vedo dura. Forse oggi è meglio lavorare per privati o puntare su qualche agenzia fuori dall’Italia.

  • Sai consigliarci un libro che ti è piaciuto e da cui hai imparato qualcosa a livello personale e/o professionale?

The art of photography di Barnbaum, l’occhio del fotografo di Freeman (chi non l’ha letto mente), The definitive visual story di Ang e tanti tantissimi manuali di photoshop e lightroom quando ancora sul web non c’erano tutti questi tutorial.

  • Consigli un accessorio economico utile per fotografi (amatori e professionisti) da avere sempre nello zaino?

Economico? Nel mio zaino non può mancare mini treppiedi, sempre utile per ogni evenienza!

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