ALESSANDRO CANTARELLI – WESHOOT – FOTOGRAFO DI PAESAGGIO

Ciao, sono Roberta e ti do’ il benvenuto nella sezione del mio blog in cui ospito artisti che ammiro particolarmente.

In questo articolo ho il piacere di presentare una breve intervista scritta che ho realizzato ad Alessandro Cantarelli, fotografo di paesaggio.

Buona lettura!

  • Ciao Alessandro, grazie per aver accettato il mio invito, è un piacere “ospitarti” nel mio blog! Presentati brevemente a chi non ti conosce e dicci un po’ cosa fai nella vita.

Ciao Roberta! il piacere è tutto mio 🙂 Cosa faccio nella vita…
Di recente sono stato intervistato da Marco Montemagno e ho pensato molto a come rispondere a questa domanda, alla fine ho risposto che “sono un divulgatore della fotografia di paesaggio”. Da quando ho iniziato a scattare mi sono innamorato della materia ed oggi è il mio unico lavoro: insegno alle persone ad innamorarsi della natura, della bellezza, e fornisco loro le competenze per poter portare a casa un ricordo incredibile di ciò che hanno avuto la fortuna di vedere.


  • Come ti sei avvicinato a questo mondo e quali sono stati i primi passi? Hai frequentato studi inerenti alla fotografia o sei autodidatta?

Ho cominciato a fare foto nel 2008, o meglio, nel 2008 ho pressato mio padre perchè mi regalasse una reflex (convinto che quello fosse il modo per fare buone foto), lui, puntualmente, non me la comprò; da qui misi i soldi da parte per mesi in modo da arrivare a comprarla e far vedere che se volevo potevo fare da solo, mi diede una bellissima lezione di vita.

Con la prima fotocamera, degna di essere chiamata tale, in mano, ho cominciato a fotografare praticamente di tutto: dai gattini del vicino, ai lampioni, alle barche nel porto… Tutto ciò che le persone vedono quotidianamente e che non apportano nessun valore allo scatto. Poi piano piano ho cominciato a studiare (che è la cosa più importante) per raggiungere livelli sempre più alti. 

Oggi sono qui, ho raggiunto grandissime soddisfazioni personali, e sono comunque, sempre a studiare 🙂

  • C’è stato un evento particolare nella tua vita che ti ha fatto capire di non essere intenzionato a seguire un percorso lavorativo “classico”? Prima di essere fotografo, facevi altro nella vita?

Bellissima domanda! Dopo essere stato rimandato al test d’ingresso di Grafica e Progettazione Multimediale all’Università, mi sono laureato come Architetto (junior, triennale, altrimenti i senior se mi leggono si incazzano) e ho preso un master in Project Management alla Sapienza di Roma, uscito dall’Università ho lavorato per qualche anno come direttore lavori, responsabile del processo edilizio e collaboratore di un Architetto. 

Fu questo il periodo in cui capii che non faceva per me; presi quindi del tempo per pensare, facendo lavori come l’Agente Immobiliare ed una collaborazione nella gestione di un grande fabbricato residenziale di Roma (insomma, sempre in mezzo alle case, sempre più annoiato).

Quando terminò il contratto di gestione immobiliare a Roma, decisi che la mia strada era la Fotografia e investii tutti i miei risparmi in una nuova fotocamera: iniziai a fotografare le amiche (bella scusa per rimorchiare altrochè…), gli amici, gli animali domestici di conoscenti, fino a cominciare a lavorare nelle discoteche come fotografo ufficiale, stavo cominciando a vedere i primi risultati, sia economici che personali.
Tutto ciò che guadagnavo, tolte le spese, veniva investito in attrezzatura; avevo avuto anche la fortuna di imbattermi in uno studio di grafica nel mio condominio che cercava una figura per gestire la regia di un programma tv che trasmettevano, mi proposi e venni assunto. Cercavo di passare lì ogni minuto libero extralavoro per imparare a usare photoshop guardando i ragazzi del team.
Investendo in viaggi ed attrezzatura sono migliorato fino ad essere notato da Marco, il mio attuale socio, che mi propose di guidare con lui i viaggi fotografici in Italia ed all’Estero. Da quel giorno con Marco e Luca (il nostro strategy advisor che coordina le operazioni di marketing dall’Irlanda) abbiamo creato Weshoot, un brand molto forte che ad oggi ha impattato oltre un milione di appassionati).


  • Famiglia e amici erano d’accordo sulle tue scelte di vita oppure ti spingevano a puntare a qualcosa di più “tradizionale” e “sicuro”?

Purtroppo (o per fortuna spesso) sono una persona molto determinata, cocciuta, se mi metto in testa una cosa che ho valutato e studiato a lungo, difficilmente qualcuno mi convincerà che è sbagliata. I miei genitori hanno sempre contato sulle mie doti (o fortune talvolta) e mi hanno sempre dato grandissima fiducia. 

Ho avuto delle relazioni con persone che hanno provato a demotivarmi, ma la loro non è cattiveria, semplicemente ignorano le possibilità che ognuno di noi ha, o può creare. 

Ricordo perfettamente una frase della mamma della mia attuale compagna di vita che, mentre preparavo la mia attrezzatura per una nottata in discoteca, mi disse: “Alessà, ma quando ti metti a fa un lavoro serio?” Oggi mi guarda con occhi diversi sono riuscito a dimostrare a lei e a me stesso che questo, oltre ad essere il più bello del mondo, è un lavoro molto serio.

  • Un libro fotografico che consigli o un accessorio economico da avere sempre nello zaino fotografico?

Mah, sai, quello che facciamo noi non è scritto sui libri, essendo una cosa molto contemporanea nessuno ha trattato l’argomento (anzi, sai che mi hai dato un’ottima idea? Chi sa, magari un domani si fa)!



Accessorio che non può mancare nello zaino? difficile, su due piedi ti direi il cibo ahahahhaha sono un goloso! Scherzi a parte, oggi alimento le mie fotocamere con la USB, come anche il cellulare, quindi, sembrerà scontato, ma ti dico il Powerbank, penso veramente sia fondamentale.


  • Segui una routine per gestirti meglio le giornate lavorative? Se sì, sai darci qualche consiglio?

Argomento molto interessante, la definizione degli obiettivi, la gestione del tempo, delle energie e del team sono alcuni dei principali temi da studiare ed approfondire costantemente attraverso testi che trattino di sviluppo personale, leadership (non intesa come comando, ma come autodisciplina) ecc… Sto ancora studiando per migliorare, il consiglio che posso dare è imparare ad usare i tools per rendere il lavoro efficace e non “affaccendato” e inconcludente; ogni realtà lavorativa deve (o perlomeno dovrebbe) avere un ottimo sistema di comunicazione interna ed una schematizzazione delle attività ben precisa per arrivare agli obiettivi, che devono essere chiari, definiti, misurabili e ragionevolmente raggiungibili.

  • Qual è la più grande soddisfazione lavorativa che hai ottenuto?

Oddio, difficile rispondere, nel senso che la più grande soddisfazione è fare della propria passione più grande il proprio lavoro, svegliarsi tutti i giorni felici di mettersi a lavoro, questa è la magia più grande. Parlando in termini più terreni direi l’essere stato selezionato come uno dei migliori astrofotografi al mondo, leggere il mio nome su skytg24, su sputnik, sul National Geographic.

  • Essendo da tempo appassionata di camper e viaggi on the road, ho notato che nelle tue foto si vedono spesso i tuoi viaggi in van! È la tua casa “su ruote” o lo usi semplicemente (come me) per spostarti ed esplorare più luoghi a minor prezzo? Consigli questo mezzo a chi fa il tuo lavoro?

Grande! allora sei una vanlife lover anche tu! Quando avevo 3 anni passavo le giornate nella veranda della roulotte a guardare la grandine fuori, per anni ho pescato in fiumi mari e laghi dormendo in tenda, anche una settimana, per me la vita “libera” che si ha in wild camping è insostituibile… Pensa, l’anno scorso ho passato una delle tre settimane in Islanda dormendo in auto, da solo, esperienza indimenticabile… Quest’anno ho superato un altro limite personale dormendo senza tenda di fronte al ghiacciaio più esteso delle Alpi, sono innamorato della vita da “orso” ahahhaha.

Il progetto è arrivare a vivere in van il più possibile, sto creando le condizioni per automatizzare i processi lavorativi di Weshoot per poter avere sempre più autonomia nel viaggiare, scoprire e scattare le mie panoramiche; oggi posso dire di aver fatto diversi viaggi da 1 mese e mezzo on the road e sono i momenti più belli che abbia mai vissuto in vita mia.

  • Cosa consiglieresti a una persona intenzionata a fare delle proprie passioni un lavoro?

Di farlo assolutamente!!!

Purtroppo c’è una credenza limitante che ci suggerisce di non provare, di non buttarci, che è difficile, ci vuole fortuna, soldi ecc… Questi concetti sono in realtà superati, oggi hai uno strumento incredibile (me lo insegni tu) internet. Oggi internet è la risorsa che ti permette di studiare, di capire, di affrontare quelle che sono le tue paure ed uscire al meglio delle tue possibilità. 

Impegnandosi e cercando informazioni si può creare una bellissima realtà da zero, senza “raccomandazioni” o investimenti, certo, ci vuole tantissimo sacrificio ed impegno, ma la ricompensa è una vita felice, e nulla ha più valore di questo.

  • Tra tutti i luoghi che hai visto e vissuto, quale ti è rimasto più nel cuore in assoluto?

La Norvegia, ci sono stato decine di volte e non ho mai trovato noia nel visitarla, è un luogo straordinariamente variegato, c’è tutto ciò di cui ho bisogno, un domani mi piacerebbe andare a vivere in Norvegia.


  • Aggiungi tutto ciò che ti senti di scrivere e di fare conoscere di te e del tuo lavoro…

Mi piacerebbe che chi sta leggendo queste righe possa trovare ispirazione per fare meglio quello che ama. Con Weshoot abbiamo creato diversi percorsi formativi per trasferire tutto ciò che sappiamo fare a chi sta imparando questa materia, ma prima di tutto questo c’è l’ispirazione.

Per me la cosa più importante in assoluto è vedere chi si è confrontato con me una persona migliore, arricchita, motivata. Non sono un motivatore, non penso che mi piacerebbe esserlo, ma vedere qualcuno riuscire in qualcosa grazie a degli strumenti o a delle parole che gli hai dato/detto, beh, questo è speciale.

Grazie ancora ad Alessandro per la disponibilità!

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"All-in" . The first 360° Panorama of 2020 realized on the highest point of the Dolomites, the Marmolada. A lucky shot, one shot, an all-in that made us win an extraordinary game. . January 3, 2020, exactly three months ago, the Marmolada Cable Car organized a sunrise at the top of the Queen, an initiative that during the festive periods they do every 20 days or so. . Given the cost (50 euros) we think a lot about it… If the sunrise had been a flop it would have been a great displeasure. . We decided to go up, drove at night to get to the place, slept in a camper van in the parking lot of the cable car, at 6:00 the alarm clock, all cloudy. . In the cable car, among dozens of people, we began to see a tiny window and William exclaimed that maybe we had a chance. . Once at the top I realized I couldn't do panoramic views, the terrace was full of people and there were very high parapets… I was screwed. . As the sun rose quickly I asked the security manager when he would open the ski slope door to let everyone out… There, my race against time began. . As soon as it opened, I ran to Punta Rocca… 3,300 meters above sea level. . The breathtaking view literally made my eyes gleam, a magic, one of the most incredible dawns of my life, in the right place, at the right time. . I set this panoramic 360 still incredulous, everything lasted at most 10 minutes, shortly after, the most total gray. . I thank my fellow travelers and the structure for giving way to those like me who wanted to make a dream come true, fully successful thanks to a crazy fortune. . #extremepanoramics

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Se hai apprezzato questa “lezione di vita personale e professionale”, ti consiglio di leggere anche questa intervista: https://www.robertacorradin.com/mattia-bonavida-fotografo-paesaggista/05/

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